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Mendès-France, Pierre

uomo politico ed economista francese (Parigi 1907-1982). Deputato dal 1932, sottosegretario al Tesoro nel governo Blum (1938), dopo la capitolazione passò in Marocco (1940) dove fu arrestato e condannato. Fuggito nel 1941, si unì alle forze aeree della Francia libera. Commissario delle Finanze nel governo provvisorio di Algeri (1943) e ministro dell'Economia nel 1944, si dimise quando fu rifiutato un suo piano di risanamento economico (1945) e rappresentò la Francia in numerose conferenze internazionali. Nel 1954 assunse la carica di primo ministro e ministro degli Esteri, negoziò gli accordi di Ginevra relativi all'Indocina e cercò di impostare una politica di pacificazione in Africa settentrionale, ma fu sconfitto dalle forze conservatrici. Contrario all'investitura di De Gaulle, nel 1958 perse il seggio e nel 1959, lasciato il Partito Radicale, si unì al Partito Socialista Unificato. Nuovamente deputato nel 1967, fu sconfitto l'anno seguente. I fatti del maggio 1968, in cui la contestazione studentesca e le lotte operaie paralizzarono il Paese, lo videro assumere una netta posizione in favore delle invocate riforme. Ciò contribuì alla sua sconfitta elettorale e all'indebolimento del Partito Socialista Unificato.

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