Questo sito contribuisce alla audience di

Messènia

(Messēnía). Provincia (nomós) della Grecia, nella regione Peloponneso, 2291 km², 165.775 ab. (stima 2005), 55 ab./km², capoluogo Calámata. Si trova nel Peloponneso sudoccidentale, estesa sul territorio dell'antica regione omonima, tra l'Elide a N, l'Arcadia a NE e la Laconia a E e affacciata a W e a S al Mar Mediterraneo. Il territorio, prevalentemente montuoso (monte Tetrazion, 1388 m), digrada verso i golfi di Arcadia e di Messenia ed è percorso da fiumi a regime irregolare. Il clima mediterraneo favorisce l'agricoltura; diffusi la pesca e l'allevamento ovino. Centri importanti, oltre al capoluogo, sono Messene e Filiatrá. § L'antica Messenia, abitata secondo la tradizione in età antichissima dai Lelegi e poi dai Dori, fu sottomessa fra il sec. VIII e il VII a. C. dagli Spartani che ne ridussero gli abitanti in condizioni di Iloti (vedi guerre messeniche). Liberata dopo la battaglia di Leuttra (371) da Epaminonda e dai Tebani, che fondarono presso Itome la nuova città di Messene, e riconosciuta autonoma nella pace comune del 366-365, divenne da quel momento una spina nel fianco di Sparta che non riuscì più a recuperare l'antica potenza. Partecipò alla guerra lamiaca a fianco dei Greci e oscillò nel corso del sec. III a. C. fra l'egemonia macedone e l'alleanza etolica o achea. Invasa nel 214 da Demetrio di Faro, generale di Filippo V di Macedonia, e nel 202 da Nabide di Sparta, si unì poi alla Lega Achea ma si ribellò a essa nel 184 a. C. Lo stratego acheo Filopemene, vinto e catturato dai Messeni, fu da loro messo a morte. Riconquistata alla Lega Achea da Licorta, la Messenia fu nel 146 a. C. sottomessa dai Romani e subì le sorti dell'Acaia.