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Metòdio

santo, teologo greco e apostolo degli Slavi (Salonicco ca. 820-Grande Moravia 885). La sua opera è strettamente connessa a quella del fratello Cirillo. Dapprima alto funzionario dell'amministrazione bizantina, Metodio entrò in monastero e partecipò poi con Cirillo alla missione presso i Cazari. Nell'863 intraprese col fratello la missione evangelizzatrice presso gli Slavi della Grande Moravia: i due fratelli tradussero in antico-slavo vari testi liturgici e in primo luogo i Vangeli. Dopo il viaggio a Roma e la morte di Cirillo (869), Metodio continuò l'opera comune, dapprima come vescovo di Pannonia (870) e quindi come arcivescovo di Moravia (873). Perseguitato dal clero del partito tedesco, imprigionato e torturato, Metodio proseguì con ardore indefesso l'opera di costruzione e di rafforzamento di una Chiesa di liturgia slava. Dopo il ritorno di Fozio alla cattedra di patriarca, Metodio si recò a Costantinopoli dove fu accolto con grandi onori dal suo vecchio amico. Rientrato in Moravia, continuò sino alla morte, insieme ai suoi allievi, l'opera di traduzione della Scrittura e di altri testi liturgici. Festa, insieme a Cirillo, il 5 poi il 7 luglio nel rito latino, l'11 maggio in quello orientale.

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