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Mezzocoróna

comune in provincia di Trento (18 km), 219 m s.m., 25,42 km², 4711 ab. (mezzocoronesi), patrono: san Gottardo (seconda domenica dopo Pasqua).

Centro situato allo sbocco della valle del torrente Noce in quella dell'Adige. Compreso nel territorio che Corrado II il Salico diede nel 1027 ai principi-vescovi di Trento, fu assorbito dai conti di Tirolo che, nel 1271, ottennero la parte superiore del piano del Noce. Si chiamò prima Mezzotedesco, poi Mezzocorona. Nel sec. XV fu dato in feudo ai Firmian, a cui rimase fino al 1824.§ Nel nucleo più antico del borgo, caratteristico per le case disposte a vari livelli e per le strade tortuose, sorge la chiesa di Santa Maria Assunta (sec. XIX), con campanile del Duecento alterato dalla sopraelevazione settecentesca. Notevoli i palazzi Martinelli, con affreschi del sec. XVII, Martini e Cristiani. Nei pressi del paese, in una cavità della parete rocciosa a strapiombo sull'abitato, si trovano le rovine del castel San Gottardo (forse del sec. VIII); ai suoi piedi si erge castel Firmian (sec. XV ma rimaneggiato). La chiesetta di San Michele, con stazioni della Via Crucis, è del sec. XVIII.§ L'economia si basa sull'agricoltura (uva, mele, pere), sull'allevamento bovino e caprino e sull'industria, attiva soprattutto nei settori vetrario, enologico e della distillazione (teroldego rotaliano DOC), del legno e dell'abbigliamento. Sviluppato il commercio.

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