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Michelet, Jules

storico francese (Parigi 1798-Hyères 1874). Successore del Guizot alla Sorbona (1834), nel 1838 ebbe al Collège de France la cattedra di morale e storia, che gli fu tolta per le sue convinzioni democratiche da Napoleone III nel 1851; dal 1831 al 1850 fu anche capo della sezione storica degli Archivi Nazionali. Direttamente e profondamente si riflette nell'opera storica di Michelet la viva e sensibile partecipazione agli eventi politici e sociali della Francia contemporanea, soprattutto alla breve speranza della rivoluzione parigina del 1830. In una Introduction à l'histoire universelle (1831) sono già presenti molti dei suoi principi fondamentali: la storia come “risurrezione del passato”, la partecipazione passionale alla vita che si crea, la cosciente soggettività della ricostruzione storica, la fondamentale importanza attribuita allo studio dei documenti. Tra il 1833 e il 1843 pubblicò i primi 6 vol. (fino a Luigi XI) e nel 1855-67 altri 10 (fino a Luigi XVI) della sua Histoire de France. Tra la prima e la seconda parte dell'opera Michelet scrisse l'Histoire de la Révolution (1847-53, 7 vol.), basata su una documentazione eccezionale vagliata con grande acume critico ma interpretata spesso in modo arbitrario e parziale. Le due storie sono uno dei massimi capolavori della letteratura romantica e, anche, della storiografia ottocentesca. Tra le altre opere di Michelet sono ancora da ricordare almeno: La sorcière (1862; trad. it. La strega), La Bible de l'humanité (1864) e La France devant l'Europe (1870). Molto importante è l'Epistolario.

Bibliografia

T. Di Scanno, Bibliographie de Michelet en Italie, Firenze, 1969; R. Bartles, Michelet, Napoli, 1989; Fr. Papillard, Michelet et la Normandie, Parigi, 1989.

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