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Michelucci, Giovanni

architetto italiano (Pistoia 1891-Fiesole 1990). Considerato tra i maggiori esponenti del razionalismo italiano, aderì al movimento con notevole libertà espressiva e con un vivo senso dei valori storici e costruttivi tradizionali che ne temperò l'asprezza formale. Realizzò la sua prima opera sotto le armi: una cappella costruita nel 1916 sul fronte, a Caporetto. Gli istituti di mineralogia e biologia dell'Università di Roma (1934) e la stazione di S. Maria Novella a Firenze (1933-36, in collaborazione) ebbero grande risonanza nel chiuso ambiente dell'architettura italiana dell'epoca; la seconda di queste opere, inoltre, è tra le più significative del razionalismo italiano. Nel dopoguerra, dopo un periodo di ripensamento dovuto alla sua precoce percezione della crisi del linguaggio razionalista, realizzò tra l'altro a Pistoia la Borsa Merci (1949-50), la chiesa della Vergine (1957) e quella del villaggio Belvedere (1961-63). La chiesa di S. Giovanni Battista sull'Autostrada del Sole presso Firenze (1963-64), nella libertà e nella complessità di concezione che ne informano l'organismo (dallo studio planimetrico alle ardite soluzioni spaziali delle coperture), segna un vertice nel discorso architettonico di Michelucci, volto con quest'opera a realizzare una più intensa espressività attraverso l'uso del cemento armato. In seguito ha approfondito sempre più i valori espressivi del segno progettuale (numerosissimi i disegni e gli appunti grafici) e dei materiali; si ricordano il progetto del grattacielo di Livorno (1956-66), l'ampliamento della sede centrale della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (Pistoia, 1957-65), la realizzazione del palazzo delle Poste e Telegrafi a Firenze (1969-75) e il centro civico del Villaggio Giardino ad Arzignano (Vicenza, 1965-81), la sistemazione intorno alla sede della banca del Monte dei Paschi a Colle Val d'Elsa (Siena), una delle costruzioni più memorabili, progettata dal 1973 al 1978. Michelucci realizzò, inoltre, la ristrutturazione del quartiere di S. Croce a Firenze (1969), la originalissima chiesa di Longarone, risultante da due anfiteatri sovrapposti (dedicata alle vittime del Vajont, 1966-76), il progetto per chiesa e centro parrocchiale a Livorno (1975-76), le straordinarie invenzioni per un Memoriale michelangiolesco sulle Alpi Apuane (1974), l'ospedale di S. Bartolomeo a Sarzana (La Spezia), nonché il progetto per il complesso teatrale di Olbia (che gli era stato affidato nel 1989).

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