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Mikszáth, Kálmán

narratore ungherese (Szklabonya 1847-Budapest 1910). Si divise tra l'amministrazione provinciale e il giornalismo (collaborò alle maggiori riviste letterarie dell'epoca) finché nel 1887 diventò deputato. Deve i primi successi alle sue relazioni dal Parlamento, scritte a uso delle mogli dei deputati e caratterizzate da un umorismo bonario con venature di cinismo (L'onorevole camera), e ai racconti sui contadini ungheresi e slovacchi dell'alta Ungheria (I compari slovacchi; I bravi palóc, 1881-83), definiti dalla critica contemporanea come ballate popolari scritte in prosa. Mikszáth basa i suoi romanzi su stridenti contrasti, collocando personaggi storici in epoche moderne; tra i più famosi: L'assedio di Beszterce, L'ombrello di San Pietro (1895), La nuova Zriniade (1898), Uno strano matrimonio (1900), Le donne di Szelistye (1901), Miklós Akli (1903), Il vecchio farabutto (1906), Il caso del ragazzo Noszty con Maria Tóth (1908), La città nera (1910).

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