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Mills, Charles Wright

sociologo statunitense (Waco, Texas, 1916-New York 1962). Erede della tradizione dei critici sociali nordamericani (i muckrakers), fu professore alle università della Columbia e del Maryland. A lui si deve una spietata analisi della sociologia accademica accreditata, divisa fra le suggestioni delle grandi teorie sistematiche, come nel modello di T. Parsons, e una pratica empirica di basso profilo e di scarsa capacità innovativa. Tendenze che sembrano confluire per Mills in una visione apologetica del sistema sociale, ignorandone le nuove diseguaglianze, i fenomeni di massificazione e manipolazione delle coscienze, la concentrazione del potere in ristrette élites. Potere, insomma, che viene esercitato in forme apparentemente democratiche, ma sostanzialmente sottratto a qualunque possibilità di controllo. Originali e corrosive risultano, perciò, le ricerche da lui dedicate alla nuova classe media americana in White Collar: the American Middle Class (1951), ai detentori del potere sociale reale in The Power Elites (1956), come pure i polemici contributi alla teoria sociologica in The Sociological Imagination (1959) e gli scritti più propriamente politici: The Marxists (1962); Letter to the New Left (1962). In collaborazione con H. Gerth ha scritto Character and Social Structure: the Psychology of Social Institutions (1953).

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