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Milton, John

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Biografia: dagli esordi al soggiorno in Italia

Poeta inglese (Londra 1608-1674). Il padre (celebrato dal poeta nei versi latini Ad Patrem) ebbe grande influenza sulla sua educazione, comunicandogli la coscienza del suo genio e preparandolo alla consapevolezza di una missione pubblica da compiere. Dopo gli studi, a Londra e al Christ's College di Cambridge, Milton visse con il padre, prima a Hammersmith, sobborgo della capitale (1632-35), poi a Horton, non lontano da Windsor (1635-38). Agli anni di Cambridge risale la prima prova poetica di rilievo di Milton, l'ode On the Morning of Christ's Nativity (1629; Il mattino della nascita di Cristo) che prelude al poema maggiore sia nella scelta del tema religioso sia nella perfezione formale; mentre del periodo seguente si ricordano i poemetti L'Allegro e Il Penseroso (composti tra il 1631 e il 1633), esercizi di chiaroscuro psicologico contrappuntati dal canto, rispettivamente, dell'allodola e dell'usignolo; i masques Arcades (di datazione controversa, 1630-33; di cui restano frammenti), e Comus (1634), operetta più lirica che teatrale, dove il contrasto tra virtù e vizio è occasione per il poeta di rappresentare in veste riccamente decorativa la sua concezione esistenziale e morale; e infine l'elegia Lycidas (1637), in memoria di un compagno di studi, morto per annegamento, dove la varietà e la libertà dei ritmi generano una squisita armonia. Con l'anno 1638 Milton riuscì a realizzare un desiderio di lunga data: partì per l'Italia, dove pensava di completare la sua educazione artistica. Del suo soggiorno di 16 mesi a Firenze, Roma e Napoli (dove legò con G. Manso, protettore del Tasso e del Marino), Milton dà diffusamente notizie nella Defensio Secunda (1654).

Biografia: il ritorno in patria

Nel 1369 lo scoppio della lotta tra re e Parlamento in Inghilterra lo indusse a tornare in patria. Stabilitosi a Londra, Milton si dedicò per alcuni anni all'insegnamento (tra gli altri, fu precettore del nipote John Phillips, che sarà poi il suo primo biografo), e da questa esperienza trasse il trattato (sotto forma di lettere) On Education (1644; Sull'istruzione), nel quale affermava fondamentalmente che i giovani debbono essere educati a partecipare responsabilmente alla vita pubblica. Motivi pubblici e privati si mescolano continuamente nell'opera di Milton. Deluso dalla prima esperienza matrimoniale (con la diciassettenne Mary Powell, sposata nel 1642), Milton aveva fatto del suo caso personale l'occasione di un discorso generale sul divorzio, con Doctrine and Discipline of Divorce (1643; Dottrina e disciplina del divorzio); e quando gli era stato negato il visto alla pubblicazione, aveva allargato il discorso a una generale difesa della libertà di espressione, nel saggio Areopagitica (1644). Ormai da molti anni Milton aveva rinunciato alla poesia; gli ultimi versi erano stati quelli latini dell'Epitaphium Damonis (1639), per la morte dell'amico italiano di Londra, Carlo Diodati; e per molti anni ancora non ne avrebbe scritti, fatta eccezione per poche cose in latino e una dozzina di sonetti di circostanza in inglese (di cui alcuni sono tra i più belli della letteratura inglese). Nel 1649 Milton accettò la nomina a segretario per gli Affari Esteri del governo repubblicano di Cromwell, nonostante la malattia che lo avrebbe portato alla completa cecità nel 1652. La sua produzione di questi anni è tutta volta al sostegno della causa repubblicana e puritana. Difese la decapitazione di Carlo I in Eikonoclastes (1649), in Defensio pro Populo Anglicano (1651), nella Defensio Secunda (1654) già citata, e in altri pamphlets, nonché la causa di un protestantesimo programmatico in De Doctrine Christiana (composto tra il 1658 e il 1660, pubblicato nel 1825). Quando Carlo II venne restaurato sul trono inglese, Milton era già tornato alla vita privata ripiegando verso una meditazione personale. È contemporanea alla composizione del De Doctrina la concezione del Paradise Lost (1667, Il Paradiso perduto, in dieci libri, ristampato, riveduto e ampliato in dodici libri nel 1674) che con l'opera teologica mostra chiare affinità. Milton aveva a lungo pensato al suo poema della maturità come a un grande affresco epico sulla civiltà del suo Paese (re Artù ne avrebbe dovuto essere il centro), e si può ritenere determinante per la scelta, in sua vece, del tema biblico, la parabola discendente dell'avventura cromwelliana. Nel poema Milton convoglia la sua sterminata dottrina, l'elevato senso religioso, le contraddizioni e la tragedia umana di uno spirito superiore sconfitto, la grandiosità di una visione cosmica che comunica un senso di vertigine. Mentre, comunque, il Paradise Lost porta ancora i segni di una volontà di discorso pubblico, le due opere ultime della sua poesia, il poema Paradise Regained (1671; Paradiso riconquistato) e Samson Agonistes (1671; Sansone agonista), tragedia scritta sul modello di Sofocle, rappresentano il ripiegare verso una considerazione di problemi, pur sempre universali, ma da lui sentiti e sofferti più privatamente.

La critica

Poeta centrale del Seicento inglese, Milton rappresenta da un lato la tarda culminazione di una tendenza classicheggiante che nel suo rifarsi ai modelli e alla lezione dei classici greci e latini è già venata e compromessa da forme manieristiche e da un gusto barocco. D'altro canto, come nel dramma dell'uomo pubblico si riflettono il trauma e la divisione di un'epoca, così nella sua religiosità tormentata e tortuosa, talora persino contraddittoria, si esprime il dramma del Seicento barocco che ormai prelude apertamente alla crisi della coscienza europea. Che Milton scelga di svolgere in forme classicheggianti (il blank verse; il modello greco del dramma) temi biblici, e che nel suo verso musicale e possente prevalgano un lessico e una sintassi latineggianti – l'aura musicale e le ampie volute di un discorso che si protende verso l'infinito e l'assoluto – tutto ciò è insieme segno della sua grandezza e del suo tempo.

Bibliografia

W. R. Parker, John Milton, a Biography, Oxford, 1968; J. Toland, La vita di Milton, Napoli, 1989.

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