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Misilmèri

comune in provincia di Palermo (15 km), 129 m s.m., 69,21 km², 23.109 ab. (misilmeresi), patrono: san Giusto (ultima domenica di agosto).

Centro situato sul versante sinistro della valle del fiume Eleutero, allungato lungo la statale Catanese alle pendici meridionali della Montagna Grande. Deriva il nome dall'arabo Manzil al-Amir (Casale dell'Emiro) ed è di origine prenormanna. Nel 1068 re Ruggero d'Altavilla vi combatté contro gli Arabi una battaglia decisiva per la conquista normanna della Sicilia. Fu feudo dei Chiaramonte (sec. XIV), poi di altri fino ai Bonanno di Cattolica (sec. XVI). Nel 1692 vi fu inaugurato uno dei primi orti botanici (oggi scomparso). Qui nel 1860 le squadre di Giuseppe La Masa si congiunsero alla spedizione dei Mille. § Del castello, arabo e riedificato dai Normanni e dai Chiaramonte, sono visibili resti di mura, di torri poligonali e di volte a crociera sostenute da colonne. La chiesa di Sant'Antonio custodisce un bassorilievo della scuola dei Gagini raffigurante la Crocifissione; nella chiesa madre è conservata una pala di Vito d'Anna. § Il centro, uno dei principali dopo il capoluogo, conta su piccole industrie alimentari e dei materiali da costruzione. L'agricoltura produce agrumi, olive, cereali e foraggi; è diffuso l'allevamento (suini, ovini, bovini). Attivo il movimento turistico in località Gibilrossa.