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Modotti, Tina

fotografa (Udine 1896-Città del Messico 1942). Emigrata negli Stati Uniti nel 1913, cominciò a occuparsi di fotografia solo dieci anni dopo, quando si legò sentimentalmente a E. Weston, conosciuto a Los Angeles, e si trasferì con lui a Città del Messico. Qui aprì uno studio di ritratti, che gestì insieme al suo compagno fino al 1926. Nel 1927 si iscrisse al Partito comunista messicano, sposò la causa rivoluzionaria degli Estridentisti e cominciò a documentare le condizioni di vita degli strati sociali più umili. Colpita da un provvedimento di espulsione nel 1930, visse in Olanda, Germania e Unione Sovietica dove lavorò per il Soccorso Rosso sotto la dittatura stalinista. Nel 1936 si trasferì nella Spagna funestata dalla guerra civile; qui conobbe E. Hemingway, J. Dos Passos, R. Capa ed entrò a far parte delle Brigate Internazionali. Tornata in Messico nel 1939 sotto falso nome, morì tre anni dopo in circostanze misteriose. Quel che rimane della sua opera è conservato al Museum of Modern Art di New York e alla George Eastman House di Rochester. La sua esistenza tumultuosa, emblematica di una compenetrazione totale tra arte e vita, ha affascinato lo scrittore P. Cacucci, che le ha dedicato il romanzo biografico Tina (1995).