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Molinos, Miguel

scrittore religioso spagnolo (Muniesa 1628-Roma 1696). Svolse tutta la sua attività di consigliere spirituale e scrittore di dottrine mistiche a Roma, dove nel 1685 fu prigioniero nelle carceri del Sant'Uffizio per le sue posizioni quietiste che ritrattò nel 1687. Precise e sempre attente nell'esposizione della dottrina e soffuse di un'atmosfera di fine psicologismo, le sue opere (Guía espiritual, 1675; Breve tratado de la Comunión cuotidiana, 1675; Cartas escritas a un caballero español, 1676) rappresentano un trattato completo di quietismo: la volontà umana deve giungere all'annullamento di ogni attività naturale e abbandonarsi al flusso della Grazia divina, che la porta verso il suo principio, Dio, e in Lui l'immedesima. Tentazioni, azioni non buone, difetti, dopo questo dono completo del nostro libero arbitrio a Dio, non sono più imputabili a noi, ma al demonio che opera attraverso il nostro corpo. In queste conclusioni è da ricercare la spiegazione della condanna del Sant'Uffizio.

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