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Moncalvo

comune in provincia di Asti (20 km), 305 m s.m., 17,66 km², 3320 ab. (moncalvini), patrono: sant’ Antonino (10 maggio).

Centro del Basso Monferrato, situato tra estesi vigneti in posizione panoramica sulla pianura del Po e le Alpi. Dapprima feudo dei Graffagni, appartenne poi ai vescovi di Asti, che nel 1198 lo cedettero ai marchesi del Monferrato. Distrutta da Asti nel 1290 e occupata dai marchesi di Saluzzo, nel 1309 tornò ai signori del Monferrato. Nel sec. XVI fu un'importante piazzaforte e passò in seguito agli spagnoli, ai francesi e ai milanesi; nel 1704 entrò nei domini dei Savoia, che lo elevarono a città.§ L'abitato conserva diversi palazzi, tra cui quello Testafochi (costruito nel sec. XVIII su impianto tardomedievale), quello del Municipio (sec. XVII), quello Dal Pozzo e quello Manacorda, con un soffitto a cassettoni del Quattrocento. La casa Lanfrancone conserva tracce dell'originaria facciata gotica. Del castello dei marchesi del Monferrato restano solo i possenti torrioni. Nella parte alta dell'abitato sorge la chiesa di San Francesco; costruita tra i sec. XIII e XIV in forme gotiche su un edificio del sec. XII, fu in parte rifatta nel Seicento: nell'ampio interno, a tre navate, si conservano varie opere e la tomba del Moncalvo.§ Nell'economia sono centrali la coltivazione della vite (con produzione di barbera, grignolino e freisa DOC). L'agricoltura produce anche cereali, frutta, nocciole e ortaggi; si praticano l'allevamento e la raccolta del tartufo. Completano il quadro economico attività nei settori alimentare, meccanico e della lavorazione della plastica. § A ottobre si svolge la Fiera del Tartufo e a dicembre la Fiera del Bue Grasso, di antica tradizione, con esposizione dei bovini e sagra enogastronomica.

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