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Monesìglio

comune in provincia di Cuneo (71 km), 372 m s.m., 12,83 km², 752 ab. (monesigliesi), patrono: sant’ Andrea (30 novembre).

Centro delle Langhemeridionali, situato nella valle della Bormida di Millesimo. Di origine romana, fece parte dei possedimenti di Bonifacio del Vasto, che lo concesse ai marchesi di Clavesana (1125). Passò quindi ai Caldera, che assunsero il nome di signori di Monesiglio (1221), e ai Del Carretto (1355); successivamente venne diviso per dote matrimoniale tra i conti di Valperga, i Del Carretto, i marchesi di Ceva e i conti di Biandrate. Eretto a contea nel 1563 da Antonio Caldera, pervenne nel 1736 a Tommaso di Saluzzo conte di Monesiglio. § In posizione dominante si trova il castello dei Caldera, medievale ma successivamente riadattato a palazzo signorile, a pianta quadrangolare. L'ex parrocchiale di Sant'Andrea (sec. XIII) conserva affreschi del 1532; poco distante, la nuova parrocchiale (1826) ha affreschi di Luigi Morgari. § L'economia si basa sull'allevamento bovino, sull'agricoltura (cereali, nocciole) e sulla piccola industria artigianale (lavorazione dei metalli). Importante è il turismo estivo.