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Monomotapa

nome dato dai Portoghesi (Mwene Mutapa, signore delle miniere) al grande regno indigeno formatosi verso la metà del sec. XV, tra l'attuale Zimbabwe, lo Zambesi e il Limpopo, da un'emigrazione di MaKaranga, provenienti forse dalla Tanzania. Esso si estese negli altopiani interni a opera del primo re, Mutota, e di suo figlio Matope. Alla morte di quest'ultimo (1480) il regno si divise in due parti: l'impero Karanga del Monomotapa, a Nord, con capitale Zimbabwe Mutota (vicino a Zumbo), il regno Rozwi di Butwa a Sud sotto la dinastia dei Changamire con capitale Gran Zimbabwe (vicino a Fort Victoria). Agli inizi del Cinquecento una spedizione portoghese entrò in contatto con il Monomotapa (Antonio Fernandes, 1515); seguirono altre campagne militari (1560; 1569-71; 1574) che avevano lo scopo di impadronirsi delle miniere d'oro il cui prodotto da tempo fluiva lungo lo Zambesi fino a Sofala. Sconfitti ripetutamente, i Portoghesi si rifecero tra la fine del sec. XVI e l'inizio del XVII quando intervennero in aiuto di Gatsi Rusere re del Monomotapa, minacciato da una sollevazione interna. Ma l'alleanza stipulata nell'occasione non resse a lungo e nel 1629 Kapararidze, succeduto a Rusere, allontanò i Portoghesi dal Paese. Una spedizione punitiva guidata da Diogo da Meneses sconfisse e uccise Kapararidze ponendo sul trono un re fantoccio a nome Mavura. Da allora il regno andò via via declinando e nel 1693 il capo delle tribù Rozwi, Changamire, chiamato dal Monomotapa, invase il territorio e annientò anche il presidio portoghese di Dambarare. Il Monomotapa, ormai in definitiva decadenza, nel passare di un secolo si ridusse a un'entità trascurabile e infine ciò che rimaneva del Monomotapa venne spazzato via dall'invasione degli Ngoni all'inizio del sec. XIX.