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Montaióne

comune in provincia di Firenze (47 km), 342 m s.m., 104,90 km², 3439 ab. (montaionesi), patrono: Santissimo Crocifisso (3 maggio).

Centro situato nell'alto bacino del torrente Egola. Fino alla metà del sec. XIV fu sotto il controllo di San Miniato, entrando nel 1369 a far parte dei domini fiorentini. § Nell'abitato sorgono la chiesa di San Bartolomeo, trasformata nel Seicento, e il Palazzo Pretorio, originario del sec. XV e poi modificato. Di notevole interesse il convento di San Vivaldo, creato nel sec. XV dall'ingrandimento dell'antica chiesa di Santa Maria in Camporena. In prossimità della chiesa si trovano tre cappelle cinquecentesche, uniche nel loro genere in Toscana, ornate di dipinti raffiguranti la vita di Gesù. § L'agricoltura produce cereali, foraggi, olive e uva; prodotti locali tipici sono anche miele e formaggi. L'industria è attiva nei settori dell'abbigliamento, delle calzature e dei materiali da costruzione. Notevole il flusso turistico: tra le attrattive principali la riserva faunistica di Castelfalfi (cervi, daini, cinghiali, lepri, fagiani) e il torrente Egola (allevamento di trote per la pesca). È diffuso l'agriturismo.