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Montecorvino Rovèlla

comune in provincia di Salerno (24 km), 295 m s.m., 50,17 km², 11.558 ab. (montecorvinesi), patrono: santi Pietroe Paolo (29 giugno) .

Cittadina dei monti Picentini, tra le valli dei fiumi Cornea e Picentino. L'origine è forse collegata con l'antica città di Picenza, un tempo rivale di Sibari e di Paestum. Citata con il nome di Castrum Nubilarum (castello Nebulano), fu assalita e distrutta da Ruggero II nel 1137. Il borgo fu presto ricostruito e nel 1392 costituì, con Eboli e Giffoni, uno dei capisaldi dei Sanseverino, alleati degli Angioini nella guerra tra Ludovico d'Angiò e Ladislao di Durazzo. Nel 1417 la regina Giovanna II ne confermò il feudo all'arcivescovo di Salerno; passò poi al demanio regio e nel 1572 fu assegnata da Filippo II a Nicola Grimaldi marchese di Eboli; in seguito appartenne ai Pignatelli e ai Genovese. Fu danneggiata dal terremoto del 1980. § La chiesa di Santa Maria della Pace, eretta nel 1518 e modificata nel sec. XVIII, conserva il portale del 1577. La chiesa di San Pietro presenta un'elegante facciata neoclassica ed è fiancheggiata da un campanile cuspidato. A SW del centro sorgono i ruderi del castello Nebulano. § L'agricoltura è specializzata nella produzione di olive, uva da vino, castagne, nocciole, frutta, ortaggi e cereali. Diffuso è anche l'allevamento di bovini, ovini e suini. L'industria è sviluppata nei settori alimentare (delle bevande, conserviero, caseario), meccanico (accessori per autoveicoli), chimico, del legno, degli imballaggi e delle materie plastiche. Altre risorse provengono dal turismo e dal commercio di prodotti agricoli e zootecnici.