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Montefortino (Fermo)

comune in provincia di Fermo, 612 m s.m., 78,31 km², 1303 ab. (montefortinesi), patrono: san Martino (11 novembre).

Centro sul versante destro dell'alta valle del fiume Tenna, compreso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Annesso da Carlo Magno al Comitato di Fermo, si eresse a comune autonomo nel 1084 e nei primi anni del sec. XII entrò a far parte del feudo di Monte Passillo. Riacquistata l'indipendenza, si alleò con Amandola e sconfisse nel 1261 le truppe di Manfredi; nel 1318 tornò sotto Fermo e successivamente subì le signorie di Antonio Aceti, dei Da Varano, di Niccolò Piccinino, di Francesco Sforza e ancora di Fermo. Dopo un breve dominio di Ascoli, nel 1485 cadde sotto la giurisdizione dello Stato Pontificio. § Tra gli edifici di maggiore interesse artistico vi sono la chiesa di Sant'Agostino del sec. XIII, con campanile del XVI; la chiesa di San Francesco, con una tela di Simone de Magistris (1577), un crocifisso ligneo e un tabernacolo secenteschi; la chiesa della Madonna del Fonte (1674), decorata con affreschi e stucchi dell'epoca; la chiesa di San Michele Arcangelo della seconda metà dell'Ottocento. La pinacoteca di palazzo Leopardi custodisce opere donate al comune da Fortunato Duranti (pittore e antiquario) nel 1842 e il nuovo Museo di arte sacra (2000) conserva con dipinti, statue lignee e preziosi oggetti sacri. Notevoli le case-torri rinascimentali con colombaie del sec. XVI. Nei dintorni sorgono il minuscolo santuario della Madonna dell'Ambro, antica sede benedettina ricostruita nel sec. XVI, che contiene affreschi secenteschi di Martino Bonfini e ricchi intagli lignei nella cappella della Vergine, e Sant'Angelo di Montespino, altra chiesa benedettina del sec. XI. § L'economia è basata sulla silvicoltura (funghi e tartufi), sull'agricoltura e sulla pastorizia; vi sono sorgenti di acque minerali sfruttate per l'imbottigliamento. Considerevole il turismo, attratto dalla bellezza del paesaggio.