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Montegiórgio

comune in provincia di Fermo, 411 m s.m., 47,40 km², 6667 ab. (montegiorgesi), patrono: san Giorgio (23 aprile).

Centro su un colle alla sinistra del fiume Tenna. Sorto in territorio già abitato dai Picenti, fu feudo farfense, ma libero comune già nel 1074. Nel 1199 si alleò con Fermo e ottenne dal Ducato di Spoleto la giurisdizione su un vasto territorio. Passò a Fermo nel 1300 e poi fu sottoposto a diverse signorie (tra cui si ricordano quella dei Da Varano, dei Malatesta, di Braccio da Montone e di Francesco Sforza). Nel 1527 subì devastazioni da parte dei lanzichenecchi di Sciarra Colonna. § Il nucleo storico è caratterizzato da strette vie e dalla cinta muraria con due porte dei sec. XIII-XIV. La chiesa romanico-gotica di San Francesco ha un portale del 1325 e ospita nella cappella farfense affreschi di scuola umbro-marchigiana del sec. XV. Un portale e affreschi del Quattrocento sono nella chiesa di San Giacomo, mentre una tavola di Francescuccio Ghissi (1373) è nella chiesa di Sant'Andrea. Settecenteschi sono il palazzo Passeri, la collegiata di San Giovanni Battista e la chiesa di San Michele. § L'agricoltura dà frumento, uva, foraggi, barbabietole da zucchero e ortaggi; l'allevamento, bovino e suino, sostiene un florido commercio di carni. L'industria opera nei settori calzaturiero, metalmeccanico (minuterie metalliche), dei materiali da costruzione.