Questo sito contribuisce alla audience di

Monterotóndo

comune in provincia di Roma (25 km), 165 m s.m., 40,54 km², 34.376 ab. (monterotondesi), patrono: santi Filippo e Giacomo (3 maggio).

Cittadina alla sinistra del Tevere. Sviluppatasi nel primo Medioevo, fu feudo del monastero di San Paolo di Roma; divenne poi proprietà degli Orsini, dei Boncompagni e dei Barberini (1626). Nel 1845 ebbe il titolo di città da papa Gregorio XVI.Dal 25 ottobre al 3 novembre del 1867 fu occupato da Garibaldi. ⿿ Il nucleo antico conserva soprattutto la parte cinque-seicentesca. Fra i monumenti rinascimentali e barocchi è la chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XV-XVI), rimaneggiata ampiamente in età barocca, specie nelle cappelle interne finemente decorate: vi si conserva il monumento a Girolamo Orsini (fine sec. XV), attribuito a L. Capponi, una fra le più pregevoli sculture rinascimentali del Lazio. Il palazzo Orsini, sede municipale, con strutture quattrocentesche attribuite a B. Pontelli, fu modificato tra il sec. XVI e il sec. XVII: gli elementi più interessanti sono la torre e gli affreschi attribuiti al Sermoneta o agli Zuccari. Fra i monumenti barocchi si distingue il duomo, iniziato nel 1639 su progetto di D. Castelli, con grandiosa navata in stile berniniano e pregevoli decorazioni a stucco. Vi si conservano dipinti secenteschi, tra cui l'affresco della volta raffigurante l'Assunzione di Maria. In stile settecentesco è la porta Garibaldi. Nei pressi del centro si trova la grotta Marozza, dove, accanto a resti medievali, sussistono tracce di un insediamento forse risalente ai Sabini. ⿿ L'economia si basa sull'agricoltura, che produce olive, uva, ortaggi e frutta, e sull'industria, che opera nei settori ceramico, cartario, edile, dell'abbigliamento, degli imballaggi, degli arredi commerciali e degli infissi. Molte sagre e manifestazioni popolari sono di notevole richiamo turistico.