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Morétti, Marino

scrittore italiano (Cesenatico 1885-1979). Abitò in gioventù a Firenze, dove frequentò una scuola di recitazione, nello sfondo di una cultura poetica dannunziana e pascoliana. Nel 1907 uscì una raccolta di novelle, Il paese degli equivoci, seguita in breve da I lestofanti (1909) e da Ah! ah! ah! (1910), che risentono dell'estetizzante verismo dannunziano. Nel 1905 Moretti aveva esordito con una raccolta di poesie, legate ancora a un'aura pascoliana: Fraternità; del 1910 sono le Poesie scritte col lapis, in cui, già dal titolo, è presente una programmatica polemica col superomismo dannunziano allora imperante. Via Laura, racconto autobiografico di Moretti, è un vivo documento dell'atmosfera crepuscolare, che aveva trovato una prima espressione nelle poesie di Govoni, Corazzini e Gozzano. Mentre si dedicava al giornalismo, intorno al 1916 Moretti scoprì la sua vocazione alla prosa di romanzo. Del 1916 è Il sole del sabato, prima traduzione in romanzo dell'animo crepuscolare, in cui per la prima volta appare Barberina, la protagonista, una figura umana vinta, dimessa, indifesa e persa nella quotidianità, che ricorrerà ancora nei romanzi La voce di Dio (1920) e I puri di cuore (1923). Ne L'isola dell'amore (1920), in Scrivere non è necessario e nel più maturo L'Andreana (1935) si evidenzia un atteggiamento ironico, che è anche tentativo di distacco nei confronti dell'operazione dello scrivere, mai sentito da Moretti come atto veramente liberatorio fuori dalle pastoie stilistiche o di mestiere. Anna degli elefanti (1937), storia di una donna oppressa da un'educazione grigia e frustrante, che si ribella in un'esplosione degli istinti, segna il tentativo di Moretti verso toni psicologistici e surreali. Dello stesso periodo sono La vedova Fioravanti (1941), I coniugi Allori (1946) e Il fiocco verde (1948). I romanzi successivi, Uomini soli (1954) e 1945 (1956), risentono degli influssi del neorealismo. Le ultime opere di Moretti sono le raccolte di poesia L'ultima estate (1969), Tre anni e un giorno (1971), Le poverazze (1973).

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