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Morante, Làura

attrice cinematografica italiana (Santa Fiora, Grosseto, 1956). Scoperta da Nanni Moretti in Sogni d’oro (1981), con il regista è stata anche la protagonista di Bianca (1983) e ha interpretato il ruolo di sua moglie in La stanza del figlio (2001), film con il quale ha vinto il David di Donatello. È stata inoltre diretta da G. Amelio (Colpire al cuore, 1982), G. Salvatores (Turnè, 1990), P. Virzì (Ferie d’agosto, 1996), R. Faenza (Marianna Ucria, 1997) C. Comencini (Liberate i pesci!, 2000) e R. Martinelli (Vajont, 2001), spaziando dal dramma alla commedia. Ha interpretato film anche in Francia (Faut pas rire du bonheur, 1995) e in Spagna (La Miranda del orto, 1998). Nel 2002 ha interpretato Un viaggio chiamato amore, storia dell'amour fou tra S. Aleramo e D. Campana. Le mogli nevrotiche e in crisi sono fra i personaggi più ricorrenti, su questo tema ha recitato in: Ricordati di me (2003), in cui G. Muccino mette in scena la crisi di una famiglia italiana; L'Amore è eterno finchè dura (2004), in cui il regista, C. Verdone, offre una riflessione malincomica sui nostri tempi; Non aver paura (2005), drammatica storia di separazione fra una coppia. Sono del 2006 Liscio, film drammatico in cui i tempi della musica sono anche i tempi dei protagonisti; Cuori, pellicola drammatica di produzione francese; L'estate del mio primo bacio, prima opera di C. Virzì; il thriller Il nascondiglio di P. Avati. Nel 2009 recita in Il grande sogno di M. Placido.