Questo sito contribuisce alla audience di

Moreau, Jeanne

attrice francese (Parigi 1928). Dopo aver fatto parte della Comédie-Française (1948-52) e del Théâtre National Populaire, ottenne i migliori successi in compagnie di boulevard con L'heure éblouissante di Anna Bonacci (1953), Pigmalione di G. B. Shaw (1955), La gatta sul tetto che scotta di T. Williams (1956) e La bonne soupe di F. Marceau (1958). Tornò al teatro nel 1974 con La cavalcata sul lago di Costanza di P. Handke e nel 1976 con Lulu di Wedekind. Ma fu il cinema, in cui era apparsa per un decennio in piccoli ruoli (Grisbì, 1954), a valorizzare definitivamente la sua modernità e la sua carica sensuale. Dopo Spalle al muro e Ascensore per il patibolo (1957), le interpretazioni di Les amants (1958; Gli amanti) e Relazioni pericolose (1959) la lanciarono quale star di rilievo internazionale. Fu protagonista di Moderato cantabile (1960), La notte e Jules e Jim (1961), Eva e Il processo (1962), Il diario di una cameriera (1964), Viva Maria! (1965), Falstaff e Mademoiselle (1966), La sposa in nero (1967), Storia immortale (1968), Nathalie Grangier (1972). Ma non disdegnò neppure le parti di fianco, da Fuoco fatuo (1963) a Gli ultimi fuochi (1976) e Querelle (1982). Si diresse in Scene di un'amicizia tra donne (1976). Tornata al teatro negli anni Ottanta, non ha comunque rinunciato a intense partecipazioni cinematografiche, tra cui vanno soprattutto ricordate quelle in Nikita (1990) e Fino alla fine del mondo (1991). Nel 1992, alla Mostra del cinema di Venezia, le è stato attribuito il Leone d'oro alla carriera e nello stesso anno è la voce narrante in L’amante di J.-J. Annaud, dal romanzo di M. Duras. In seguito è da ricordare in Avik e Albertine (1993) di W. Ward, in The Summer House (1993) di W. Hussein e in La leggenda di un amore–Cinderella (1998) di A. Tennant. Nel 2006 ha recitato in Il tempo che resta di Francois Ozon e nel 2007 in Disengagement di Amos Gitai.

Media


Non sono presenti media correlati