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Morisco

sm. spagnolo (pl. Moriscos, propr. piccoli mori). Nome spregiativo dato in Spagna ai musulmani che dopo la Reconquista si convertirono al cristianesimo. § Dopo la resa di Granada ai re cattolici (1492), i Mori rimasti avrebbero avuto diritto, secondo i patti di capitolazione, alla libertà di coscienza; in realtà però, già dal 1499, con le norme di unificazione dettate dai re cattolici, fu praticata nei loro confronti una politica di forzata assimilazione religiosa. La diffidenza nei confronti dei Moriscos e l'atteggiamento persecutorio da parte del governo causarono di rimbalzo gravi sedizioni. I Moriscos si sollevarono nell'Albaicín (1500); la rivolta si estese alle montagne di Las Alpujarras, a Baza, Guadix, ecc., per cui lo stesso Ferdinando il Cattolico intervenne a reprimerla con mano di ferro (1502). Ne risultò un bando di espulsione totale, salvo per quelli che si fossero convertiti. La maggioranza preferì la conversione forzata alla quale seguirono ulteriori repressioni, processi inquisitoriali, emarginazione sociale e nuove rivolte, soprattutto ai tempi di Filippo II. Nel 1609 i Moriscos vennero totalmente espulsi dalla Spagna; ciò costò al Paese la perdita di una popolazione di alto livello civile.