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Moscufo

comune in provincia di Pescara (17 km), 246 m s.m., 20,24 km², 3163 ab. (moscufesi), patrono: san Cristoforo (25 luglio).

Centro situato presso la riva destra del medio corso del fiume Tavo. Abitato in età romana, è citato come Moscusi fra i domini dell'abbazia di Montecassino nell'864. Ebbe signori propri e, intorno al Mille, appartenne all'abbazia di San Clemente a Casauria; attribuito ai Costanzo nel Trecento, poi a Chieti (1461), ebbe ancora vari feudatari. § Nell'abitato, ancora parzialmente cinto da mura medievali, sorge la parrocchiale di San Cristoforo (1607), dalla pianta ottagonale, con stucchi di Ambrogio Piazza e affreschi, nella volta, con scene tratte dal Libro di Ester. § L'industria è attiva soprattutto nei settori alimentare, metalmeccanico, elettrotecnico, edile, dell'abbigliamento e della lavorazione della cellulosa (pannolini e fazzoletti). L'agricoltura produce cereali, ortaggi, frutta, olive e foraggi; è praticato l'allevamento bovino e avicolo. § Nei dintorni è la chiesa abbaziale di Santa Maria del Lago (prima metà sec. XII); nel semplice interno basilicale, a tre navate separate da archi a tutto sesto, spicca un notevole pergamo in stucco, a cassa quadrata, opera del 1159 di Nicodemo da Guardiagrele. Nell'abside centrale sono i resti di un affresco del Giudizio finale (forse fine sec. XIII).