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Mosul

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Generalità

Città (664.221 ab. nel 1987) dell'Iraq, capoluogo del governatorato di Nineveh, situata a 344 m sulla destra del fiume Tigri, nella parte settentrionale del Paese, di cui è la terza città per popolazione dopo Baghdad e Bassora. È un importante nodo stradale e ferroviario sulla linea Baghdad-Aleppo e inoltre centro commerciale e industriale, con stabilimenti alimentari, tessili (cotone) e del cemento. È sede degli arcivescovi caldeo e siro-ortodosso. Università (1967) e museo archeologico. Aeroporto. Anche Mossul; in arabo, Al Mawsil.

Storia

Antica città, fu favorita dal fatto di essere posta sulla strada che dalla Persia conduceva ad Aleppo. Nel 641 fu conquistata dagli Arabi. Semi-indipendente a partire dal sec. X, fu capitale di uno staterello nella prima metà del sec. XIII. Nel 1261 fu saccheggiata dai Mongoli. Tra Quattro e Seicento fu più volte occupata dagli eserciti che si contendevano il controllo della regione. Nel 1638 cadde definitivamente nelle mani degli Ottomani. Nel 1918 fu conquistata dagli Inglesi, ma la questione di Mosul e della sua provincia, disputate da Turchia e Iraq, si trascinò fino al 1926, quando un accordo anglo-turco-iracheno assegnò all'Iraq Mosul e gran parte della provincia.

Arte

Del periodo omayyade conserva parte della Grande Moschea. Sede degli Hamdanidi (sec. X) e poi degli Zenghidi (1146-1222), di questo periodo restano la grande moschea di Nūr al-Dīn, figlio di Zenghi, con pianta a scacchiera, coperta alternativamente, sui singoli campi, a cupola o a botte, e un gruppo di mausolei, in parte riadattati da precedenti edifici cristiani. Durante il sec. XIII, Mosul fu inoltre centro importantissimo per la produzione di metalli lavorati e per l'illustrazione di manoscritti, dei quali ci sono pervenuti cospicui esempi. Analoga importanza ebbe la città per la produzione della caratteristica stoffa definita mussolina. Nel sec. XIX Mosul fu anche importante centro commerciale di raccolta dei tappeti provenienti dalle varie località di produzione kurda che venivano poi inviati al mercato di Costantinopoli.