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Moviménto Popolare per la Liberazióne dell'Angòla

(Movimento Popular de Libertaçao de Angola, MPLA), movimento fondato nel 1957 con l'obiettivo di intraprendere una vasta lotta armata contro il dominio coloniale portoghese. Il MPLA trovò, anche per le sue ispirazioni marxiste, un consistente appoggio da parte dell'URSS. Abilmente guidato da Agostinho A. Neto, presidente dal 1962, e da Mario de Andrade, riuscì, grazie anche all'efficace azione militare, a guadagnarsi sempre maggior credito presso l'Organizzazione dell'Unità Africana. Questa, che nell'agosto del 1963 aveva riconosciuto un governo rivoluzionario in esilio dell'Angola con alla testa Roberto Holden, leader del rivale Fronte Nazionale di Liberazione dell'Angola (FNLA), revocò nel 1968 tale riconoscimento per attribuirlo al MPLA. Ne nacque un aspro dissidio che, dopo essere stato risolto dalla mediazione dello Zaire e del Congo, riemerse con la caduta del regime di M. Caetano e con il conseguente inizio del processo di decolonizzazione deciso da Lisbona nel luglio 1974. Tra la fine del 1974 e l'inizio del 1975 iniziarono i colloqui tra il MPLA e gli altri movimenti nazionalistici da un lato e il Portogallo dall'altro per concordare le modalità che avrebbero condotto l'Angola all'indipendenza nel novembre 1975. Subito dopo l'indipendenza si scatenò il conflitto tra i vari movimenti nazionalistici. Il MPLA riuscì, con l'aiuto dell'URSS e di reparti cubani, ad assicurarsi la vittoria e a dar vita, sotto la guida di Neto, a una repubblica popolare. Nonostante gli aiuti sovietici e la presenza cubana, il MPLA non riuscì a impedire l'iniziativa guerrigliera dell'UNITA. Il permanere della guerra civile e l'affievolirsi degli aiuti dell'URSS in seguito alle trasformazioni di quel Paese alla fine degli anni Ottanta, convinsero il successore di Neto, J. E. dos Santos, a trattare con l'UNITA il cessate il fuoco fissando per il 1992 la data di elezioni libere. Queste, tenutesi come previsto nel settembre di quell'anno, furono vinte dal MPLA che, dopo aver deliberato la scelta multipartitica fin dal 1990, nel 1991 aveva abbandonato definitivamente i principi del marxismo-leninismo. Il risultato delle elezioni venne però contestato dall'UNITA che, nonostante un embargo decretato dall'ONU nei suoi confronti (settembre 1993), continuava i combattimenti. Gli sforzi della comunità internazionale, che nel 1993 aveva comunque decretato un embargo nei confronti dell'UNITA, favorivano la ripresa del dialogo tra il MPLA e il suo avversario storico (ottobre 1994), con il quale si fissava un nuovo percorso di pacificazione basato sulla formazione di un governo di unità nazionale e la creazione di una vicepresidenza per J. Savimbi, leader dell'UNITA. Il governo di unità nazionale, di cui facevano parte anche i rappresentanti dell'UNITA, entrato in carica nell'aprile 1997, aveva tuttavia vita breve a causa di una ripresa generalizzata dei combattimenti. Il MPLA, comunque, riusciva a rinsaldare i rapporti internazionali, specialmente con quei Paesi, come gli Stati Uniti, il Sudafrica e la Francia, precedentemente orientati a privilegiare i legami con Savimbi. Ne risultava un sostanziale isolamento dell'UNITA, nei cui confronti l'ONU decretava, nel febbraio 2000, sanzioni economiche. Nel 2008, dopo sedici anni, l'MPLA vinceva l'elezioni.