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Mozàrabi

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Definizione

(spagnolo Mozárabes). Nome dato ai cristiani di Spagna che, dal sec. VIII in poi, vivendo sotto il dominio degli Arabi, ne assorbirono in parte la cultura. Liberi di praticare il loro culto, i Mozarabi furono spesso utilizzati dagli Arabi nell'amministrazione statale.

Letteratura

Dopo la dimostrazione (dovuta precipuamente al filologo Menéndez Pidal) dell'esistenza di una lingua romanza koinènella Spagna del sec. VIII, conservatasi poi presso i Mozarabi del Meridione della penisola durante i secoli del dominio musulmano e sopraffatta infine dalle più dinamiche e moderne parlate romanze elaborate nei regni cristiani indipendenti (e soprattutto in Castiglia), non meno importante è stata la scoperta dell'esistenza, presso gli stessi Mozarabi, di forme letterarie e in primo luogo poetiche. Noti erano gli scrittori mozarabici in lingua latina (Elipando di Toledo, Speraindeo, Eulogio di Cordova, Álvaro Cordovese, ecc.). L'esistenza di una poesia in volgare a partire almeno dal sec. XI, già supposta per i riflessi che ne conservava la coeva letteratura arabo-andalusa, è stata definitivamente accertata, dal 1947 in poi, grazie alla scoperta di numerose jarchas (commiati o code) in lingua romanza, inserite in poesie in lingua araba o ebraica dei sec. XI e XII. Tale poesia è pertanto la più antica che si conosca in una lingua europea moderna e anticipa, nei temi e nella metrica, più recenti forme poetiche galaico-portoghesi e castigliane (seguidilla, copla, villancico, ecc.).