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Muḥammad V

re del Marocco (Fès 1909-Rabat 1961). Succeduto al padre Mūlāy Yūsuf nel 1927, mostrò una forte personalità anche nei rapporti con la Francia, che esercitava il protettorato su gran parte del Marocco. Durante la seconda guerra mondiale preferì la collaborazione anglo-americana a quella col governo di Vichy. Nel 1947 in uno storico discorso a Tangeri rivendicava l'unità del Marocco e i legittimi diritti del popolo marocchino. La reazione francese portò – nonostante gli accordi del 1952 basati sulla formula dell'“indipendenza nell'interdipendenza” – alla deposizione e all'esilio di Muḥammad V nell'agosto del 1953. La grave situazione determinatasi nel Paese per la guerriglia scatenata dall'Armata di Liberazione costringeva però la Francia a richiamare in patria il sovrano e a restaurarlo sul trono. I negoziati tra Parigi e Rabat si concludevano il 2 marzo 1956 coi protocolli che ponevano fine al protettorato e riconoscevano l'indipendenza del Marocco sotto Muḥammad V. Questi otteneva il 7 aprile 1956 anche la fine del protettorato spagnolo sulla restante parte del Paese. Simbolo dell'indipendenza e dell'unità del Marocco, Muḥammad V cercò di avviare caute riforme nelle strutture d'una monarchia assolutista invisa alle forze politiche più progressiste.

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