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Mubārak, Muḥammad Ḥosnī Sayyid Ibrāhīm

uomo politico egiziano (Kafr el Musallah 1928). Capo di Stato Maggiore dell'aeronautica nel 1972, esponente del Partito Nazionale Democratico, divenne a partire dal 1973 uno stretto collaboratore di as-Sadāt che nel 1975 lo nominò vicepresidente. Nel 1981, dopo la morte di as-Sadāt, diventò presidente della Repubblica. Mubārak ha mantenuto l'orientamento politico tracciato dal suo predecessore, in particolare ha continuato a seguire la politica dell'infitah (porta aperta), favorevole agli investimenti privati stranieri. In politica estera, dopo aver riallacciato i rapporti con Mosca, si è dimostrato alleato degli Stati Uniti; ha inoltre completato il reinserimento dell'Egitto nel mondo arabo, dopo la rottura di Camp David e il riconoscimento di Israele, anche se così facendo ha raffreddato i rapporti con Gerusalemme, con cui il dialogo si è riaperto solo nel 1992, dopo l'ascesa al vertice del governo israeliano del laburista Rabin. In pace con Israele e, al tempo stesso, in buoni rapporti con l'OLP, il presidente egiziano diveniva un punto di riferimento essenziale del processo di pace israelo-palestinese. L'indubbio prestigio internazionale, però, aveva anche delle ripercussioni negative interne con l'accentuarsi dell'aggressività dei gruppi fondamentalisti che rimproveravano a Mubārak una collocazione troppo filo-occidentale. Di fronte agli attacchi degli integralisti, Mubārak non aveva esitazione nell'attuare una repressione spietata, e, pur non riuscendo a sradicare il fenomeno, riusciva a impedire che anche in Egitto esso assumesse le dimensioni e la tragica spirale di violenza in corso da anni nella vicina Algeria. In occasione della Guerra del Golfo (17 gennaio 1991-28 febbraio 1991), ha svolto una decisa azione a favore dell'alleanza antirachena, rafforzando così la sua presenza sulla scena internazionale. Il suo contributo si è esteso anche al processo di pace della regione mediorientale. Un segnale evidente, a questo riguardo, è rappresentato dall'accordo su Gaza e Gerico firmato da ʽArafāt e Rabin proprio al Cairo (maggio 1994). La politica estera di Mubārak, considerata troppo filoccidentale, ha però determinato nel Paese la crescita di un'agguerrita opposizione fondamentalista, che ha attentato alla sua vita nel 1995 durante un viaggio in Etiopia e, nel 1999, pochi giorni prima della sua riconferma a presidente della Repubblica. Nelle elezioni presidenziali del 2005 Mubārak veniva riconfermato presidente, ma nel 2011, in seguito alle proteste di piazza che chiedevano riforme democratiche, Mubārak, rassegnava le dimissioni, cedendo il suo potere ai militari. Ritenuto responsabile della morte dei manifestanti durante gli scontri in piazza Tahrir veniva condannato all'ergastolo.

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