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Munk, Kaj

scrittore danese (Maribo 1898-Hörbylunde, Silkeborg, 1944). Pastore protestante, infuse in tutta la sua attività di predicatore e di drammaturgo un'intensa religiosità d'ispirazione kierkegaardiana. Nel suo teatro tentò di rappresentare con singolare violenza espressiva, anche se con discutibili esiti artistici, i problemi religiosi e politici del suo tempo. Dopo i primi drammi, tra cui Un idealista (1923-24), imperniato sul personaggio di Erode, sofferta incarnazione del male, Munk raggiunse improvvisamente la fama con Il Verbo (1932), cui è ispirato il film omonimo (Ordet, 1955) di C. Th. Dreyer: concentrato intorno al tema della resurrezione, il dramma sostiene, in opposizione al razionalismo, che l'unica salvezza per l'uomo è nell'unione della fede con l'amore. Da un'iniziale simpatia per il fascismo (La vittoria, 1936), Munk passò a un atteggiamento di attiva e decisa opposizione al nazismo. Con la sua opera (tra l'altro, le poesie di Giuratelo, ragazzi!, 1941, e il dramma Niels Ebbesem, 1942), e dal pulpito, Munk divenne uno dei massimi animatori della Resistenza. Morì assassinato dai nazisti.