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Mussomèli

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comune in provincia di Caltanissetta (52 km), 726 m s.m., 163,90 km², 11.547 ab. (mussomelesi), patrono: Madonna dei Miracoli (8 settembre).

Generalità

Cittadina della valle del fiume Platani, posto alle falde meridionali del monte San Vito. Arroccata su una aspra collina dominata dalla splendida mole del Castello Manfredonico o Chiaramontano, Mussomeli è costituita da una fitta sequenza di case serrate l'una all'altra tanto da lasciare spazio solo a strette stradine.

Storia

Fu fondata intorno al 1365, presso un casale di epoca araba, da Manfredi III Chiaramonte e da lui prese il nome di Manfreda. Passò poi ad altre famiglie di feudatari, tra cui i Moncada, i Castellar, i Campo, fino a divenire possesso dei Lanza di Trabia (1549-1812).

Arte

Tra le numerose chiese del centro storico, di origine trecentesca e chiamato “Terravecchia”, si distinguono quella di Santa Margherita (sec. XV-XVI), a pianta basilicale con pregevoli stucchi del sec. XVIII, attribuiti al Serpotta; quella di San Domenico (sec. XVII), dalla splendida volta affrescata da Domenico Provenzani (sec. XVIII), che conserva un crocifisso ligneo di fra' Umile da Petralia (sec. XVI); la monumentale chiesa madre, dedicata a San Ludovico, di origini trecentesche ma rifatta nei sec. XVII-XVIII; e il cinquecentesco santuario della Madonna dei Miracoli, nella cui cripta è custodito il venerato dipinto su pietra della Madonna col Bambino. I musei dei palazzi Mistretta e Trabia custodiscono ricche collezioni di quadri, monete e maioliche.

Economia

La principale risorsa economica è rappresentata dall'agricoltura (soprattutto cereali e olive, ma anche uva, mandorle, ortaggi, fichi e fichi d'India), spesso associata all'allevamento, che alimenta una notevole attività lattiero-casearia (soprattutto ricotta, caciocavallo e pecorino). La piccola industria opera nei settori della trasformazione dei prodotti agricoli, dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno, della pelle, del ferro e del marmo. Sopravvive l'artigianato dei ricami, delle ceste e dei canestri in canna, del ferro battuto e della ceramica. Sono attive cave di pietra e salgemma.

Dintorni

A 2 km dall'abitato, su una rupe a picco sul mare, sorge il magnifico castello, eretto da Manfredi III Chiaramonte nel sec. XIV su una struttura gotico-sveva e rimaneggiato nel sec. XV. L'edificio, che segue l'andamento della montagna fino a costituire un tutt'uno con essa, ha pianta irregolare. Molto belle le sale con volte a crociera, finestre a bifora e capitelli gotici, tra cui la Sala dei Baroni, dove del 1391 venne ordita una congiura contro il ritorno degli Aragonesi in Sicilia. Molto interessanti e ben restaurati sono anche i sotterranei, la cappella dai bei portali ogivali, che custodisce una notevole Madonna della Catena in alabastro (sec. XVI), la sala delle torture, l'armeria, le cisterne e tutti i vari cunicoli di collegamento.