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Nàucrati

(greco Náukratis), città greco-egizia vicino al ramo canopico del Nilo (localizzata a Kom-el-Gaif) fondata dai Milesi nel sec. VII a. C., secondo Strabone, oppure, secondo Erodoto, frutto di una fondazione collettiva (intorno al 570 a. C.) alla quale parteciparono Chio, Teos, Focea, Clazomene, Rodi, Cnido, Alicarnasso, Mileto, Samo, Mitilene, Faselis, con il consenso del faraone Amasi. Fino al periodo tolemaico fu un grande centro culturale oltre che economico. L'invasione persiana del 525 la danneggiò. Dopo la conquista di Alessandro Magno, il commercio di Naucrati passò ad Alessandria. Numerosi letterati e filosofi ne furono originari o vi risiedettero (Ateneo, Proclo, Polluce, Cheramone, Filisto, Apollonio, ecc.). Gli scavi non hanno potuto rilevare l'impianto della città, già profondamente devastata dai cercatori di sebbakh (il terriccio fertile prodotto dai mattoni crudi e dai resti organici delle città antiche). Si sa tuttavia che vi esistevano templi dedicati alle singole divinità protettrici delle città greche fondatrici, come pure un tempio dedicato al complesso di tali divinità (Hellenion, secondo alcuni da ritenersi in realtà un tempio faraonico), ma si sono trovati solo pochi frammenti. Ben più importanti i reperti ceramici sia di fabbricazione locale, sia di importazione greca (sec. VII-VI), che danno una vasta testimonianza dei caratteri di tale produzione in epoca arcaica.

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