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Négri, Ada

poetessa e narratrice italiana (Lodi 1870-Milano 1945). Di umili origini, insegnò nella scuola elementare di Motta Visconti, poi a Milano, dove nel 1893 venne abilitata all'insegnamento nella scuola secondaria, con un decreto ministeriale. Esordì come poetessa nel 1892 con la raccolta Fatalità, di intonazione populista e umanitaria, che fece della Negri la poetessa del “quarto Stato”. Tematiche sociali la Negri affrontò anche nel secondo volume di versi Tempeste (1896), mentre a cominciare da Maternità (1904), raccolta ispirata alla nascita della figlia, ripiegò su motivi intimisti. Le raccolte Dal profondo (1910), Esilio (1914), Il libro di Mara (1919) rivelano anche nel linguaggio tale evoluzione tematica. Tralasciati i toni enfatici ma genuini delle prime raccolte, la scrittrice modula ora il suo linguaggio su ritmi e cadenze pascoliane e dannunziane. In questa linea compiaciuta ed estetizzante si collocano anche le raccolte successive: I canti dell'isola (1924), Vespertina (1932), Il dono (1936), Fons amoris (1939-43). Anche come narratrice la Negri non fu esente da toni enfatici e declamatori dai quali riesce a liberarsi nelle pagine che più direttamente attingono alle sue esperienze e meditazioni di donna: nei bozzetti de Le solitarie (1917), che hanno per protagoniste donne colte nella loro solitudine quotidiana, nelle pagine di Stella mattutina (1921), lirica e dolorosa evocazione della sua fanciullezza.

Bibliografia

A. Casartelli, Ada Negri nell'opera poetica, Bergamo, 1956; M. Pea, Poesie inedite di Ada Negri, Bergamo, 1959; S. Comes, Ada Negri da un tempo all'altro, Milano, 1970; E. Cecchi, Letteratura italiana del Novecento, Milano, 1972.

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