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Németh, László

scrittore ungherese (Nagybánya 1901-Budapest 1975). Laureato in medicina e filosofia all'Università di Budapest, diresse dal 1932 al 1936 la rivista Tanu (Il testimone) della quale scrisse egli stesso tutti gli articoli. Come ideologo formulò la teoria del “socialismo qualitativo” ed elaborò il programma degli “scrittori populisti”. Nei suoi romanzi, che egli chiama “della coscienza”, unisce le caratteristiche del romanzo realista e del romanzo psicologico. Dopo la trilogia sulla vita del contadino Péter Jó (Partenze settembrine, 1937; La sagra del sobborgo, 1939, e Mercoledì si riceve, 1940), scrisse cinque romanzi monumentali che gli assicurarono un posto preminente nella letteratura non solo ungherese ma anche europea: Una vita coniugale (1948), Peccato (1954), Eszter Égetó (1956), Lutto (1957), Pietà (1965). Ha coltivato anche il genere teatrale con drammi storici e sociali, tra l'altro anche su Gregorio VII e Galilei.

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