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Nùoro (provincia)

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provincia della Sardegna, 3934 km², 161.684 ab. (stima 2007), 41 ab./km², capoluogo: Nuoro. Comuni: 52. Sigla: NU.

Generalità

Istituita nel 1927, è la provincia meno densamente abitata non solo della regione ma dell'intero territorio nazionale. Si affaccia a W sul mar di Sardegna con un breve tratto di costa (poco antropizzato e quindi molto ben salvaguardato) e a E sul mar Tirreno con un lungo litorale, ed è delimitata dalle province di Sassari, Oristano e Cagliari. Caratterizzata da un vasto entroterra morfologicamente vario, divide quasi a metà l'isola da E a W occupandone la fascia centrale.

Territorio

Il territorio è in prevalenza montuoso: nel settore meridionale si innalza fino ai 1834 m della punta La Marmora, nel gruppo montuoso del Gennargentu, in prevalenza composto da graniti, al quale si antepone a E una fascia pedemontana tirrenica. Verso N si succedono alcuni altopiani, anch'essi di natura granitica, come quelli di Nuoro, di Bitti e di Buddusò, intramezzati da ampie vallate, mentre verso W il paesaggio è movimentato dalla catena del Marghine, delimitata verso il mar di Sardegna dall'antistante fascia costiera. Alla eterogeneità morfologica corrisponde una ricca idrografia. Nel territorio provinciale scorrono due fra i maggiori fiumi sardi, il Tirso e il Flumendosa, che dà vita all'omonimo lago artificiale, e inoltre il Cedrino e vari altri corsi d'acqua dal regime tipicamente torrentizio, causa del rischio idrogeologico che caratterizza alcune aree, provocando frane e alluvioni. Un'altra emergenza ambientale è rappresentata dalla scarsezza di risorse idriche, soprattutto in estate, quando si accentua il pericolo di incendi boschivi. Il Parco Nazionale del Gennargentu e del Golfo di Orosei, insieme a varie aree protette provvedono alla tutela del patrimonio naturalistico-ambientale della provincia. L'estremità nord del litorale tirrenico rientra nella Riserva Marina Tavolara-Punta Coda Cavallo. Alcuni comuni della provincia sono inclusi nel Parco Geominerario della Sardegna. Il clima si presenta, in complesso, mite nelle zone costiere, con modeste escursioni termiche stagionali e giornaliere, e precipitazioni generalmente moderate, spesso decisamente scarse e perlopiù limitate ai mesi autunnali e invernali. Il divario climatico tra le fasce costiere, soggette ai benefici influssi del mare, e l'interno montuoso è notevole: sui rilievi le precipitazioni sono assai più copiose, gli inverni più freddi e le estati generalmente fresche. A partire dalla fine del Novecento, la provincia è in una fase demografica decrescente, a causa di un sempre più ridotto tasso di natalità non sufficientemente bilanciato dalle immigrazioni. Scarso è il movimento migratorio all'interno della stessa provincia. La rete insediativa è caratterizzata da soli tre centri con più di 10.000 abitanti, Nuoro, Macomer e Siniscola, e da alcuni comuni di dimensioni leggermente inferiori, quali Tortolì, Oliena, Dorgali e Bosa. Questi, a parte il capoluogo provinciale, fortemente terziarizzato, hanno una scarsa capacità di polarizzazione, dovuta anche alla vastità del territorio e alla sua difficile orografia. Le vie di comunicazione più importanti sono la SS 129 (con il tratto 129 bis), che unisce Orosei, sul versante tirrenico, a Bosa, sul mar di Sardegna, e la SS 131, che da Porto Torres giunge a Oristano, incrociando la SS 129 a Macomer. Questa cittadina è un nodo di transito anche per la linea ferroviaria a binario unico che da Cagliari giunge a Sassari, deviando su Nuoro con un ramo secondario. Passa per il capoluogo la SS 131 D.C.N., che da Olbia porta a Oristano, innestandosi nei pressi di Ghilarza nella SS 131, mentre corre parallela al litorale tirrenico la SS 125, che collega la provincia di Cagliari con il Nord della Sardegna (Olbia e Golfo Aranci). Discreto il traffico aereo allo scalo di Tortolì-Arbatax.

Economia

Per la conformazione geografica, ma anche per il persistere di antichi retaggi culturali, tra le fonti di reddito della provincia emergono varie forme di allevamento ovino e caprino. L'agricoltura, che si basa sia su colture a bassa resa, come cereali e patate, sia sulla coltivazione specializzata e più redditizia della vite e dell'olivo, risente della scarsità di investimenti destinati al settore primario e specialmente della mancanza di manodopera, attratta da settori produttivi più redditizi. L'industria è ben rappresentata nei settori lattiero-caseario, dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno, mentre è in crescita in quelli tessile e cartario. Numerose le attività relative all'estrazione e alla lavorazione del marmo, concentrate nel distretto industriale di Orosei, ma anche a Laconi, dove si estrae argilla e caolino, mentre l'antica attività mineraria è ormai cessata. Per quanto riguarda il terziario, le attività commerciali, amministrative e di servizi sono concentrate nel capoluogo. In sviluppo il turismo, che grazie alla bellezza e all'interesse dei paesaggi marini e montani, e al patrimonio artistico-culturale (nuraghi, “tombe dei giganti”, domus de janas) sta sempre più potenziando le sue attrezzature ricettive e ricreative, soprattutto nelle località balneari (Orosei, Posada, San Teodoro, Arbatax, Bosa Marina, Bari Sardo, Magomadas ecc.) e montane (Aritzo, Desulo, Fonni, Gavoi, Ollolai, Orgosolo ecc.).