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Nałkowska, Zofia

scrittrice polacca (Varsavia 1884-1954). Le sue prime prose (Il principe, 1907) risentono di impostazioni modernistiche; in seguito la scrittrice si avvicinò al realismo con lavori intellettualistici a sfondo psicologico-sociale. Per la sottile analisi dei caratteri e per l'oggettività delle osservazioni si distinguono i volumi Il romanzetto di Teresa Hennert (1923), Amore cattivo (1928) e soprattutto La frontiera (1935), dedicato al problema della responsabilità morale dell'uomo contemporaneo oppresso dalle forze sociali che lo sovrastano. La raccapricciante descrizione dei crimini nazisti, esposta nel volume di racconti Medaglioni (trad. it. I ragazzi di Oświecim, 1946), confermò la vigile sensibilità sociale della Nałkowska e l'alta qualità del suo stile. Tra il 1975 e il 1988 sono stati pubblicati i Diari, in cui nell'autobiografia rientrano le riflessioni generate dal susseguirsi di eventi politici e sociali degli anni 1899-1945.

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