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Nago-Tórbole

comune in provincia di Trento (45 km), 222 m s.m., 28,43 km², 2289 ab. (naghesi e torbolani), patrono: sant’ Andrea (30 novembre).

Centro esteso in una conca alla sinistra del fiume Sarca; sede comunale è Torbole, sulla riva del lago di Garda. Citato in un documento del 1171, appartenne ai conti d'Arco. Nel sec. XIII passò ai Castelbarco e nel 1438 a Venezia, ritornando nel sec. XVI agli Arco quale feudo tirolese. § A Nago, il cui abitato ha case antiche con portali, bifore e stemmi, la parrocchiale di San Vigilio conserva il campanile romanico di una costruzione precedente e il portale del 1569. La chiesetta di Sant'Andrea a Torbole conserva sull'altare maggiore una pala di G. Cignaroli (1741). Nei dintorni si possono ammirare le rovine del castello di Penede, voluto nel sec. XIII dai conti di Arco e distrutto nel 1703.§ L'economia si basa sul terziario: la cittadina è prestigiosa e conosciuta località di villeggiatura, che attira numerosi appassionati di sport acquatici (vela e windsurf), ed è dotata di ottime strutture ricettive. Il turismo naturalistico ed escursionistico è in espansione per la crescente valorizzazione dell'area dei pozzi glaciali, denominata “marmitte dei giganti”, e per la pista ciclabile di 14 km che collega Nago-Torbole alla valle dell'Adige. L'industria è presente con aziende edili, dell'abbigliamento e del legno; l'agricoltura produce uva da vino e olive. Nel territorio è in funzione una centrale idroelettrica.

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