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Nardò

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comune in provincia di Lecce (26 km), 45 m s.m., 190,16 km², 30.520 ab. (neritini o naretini), patrono: san Gregorio Armeno (20 febbraio).

Generalità

Cittadina del Salentomeridionale, presso la costa ionica. È il secondo centro della provincia, dopo il capoluogo, per numero di abitanti. Il nucleo storico, in parte ricostruito dopo il terremoto del 1743, è ancora cinto da tratti delle antiche mura che delineano una pianta quadrilatera irregolare; con le sue strade strette e tortuose è in netto contrasto con i nuovi quartieri sviluppatisi soprattutto a S e a NE. È sede vescovile.

Storia

D'origine messapica, Neretum fu municipio romano con importanti funzioni commerciali. Fu centro culturale di rilievo sotto i Bizantini e (dal 1055) i Normanni: fin dal sec. VII i monaci basiliani vi attivarono degli scriptoria. Rimase fedele agli Svevi dopo la morte di Federico II e subì le continue lotte feudali; dal 1480 ebbe dominazione turca e, dal 1484, veneziana. Dal 1497 (e fino al 1806) fu ducato degli Acquaviva di Conversano, che ne fecero il principale centro di cultura del Salento, con accademie e università di studi letterari e filosofici. Partecipò attivamente alle vicende del Risorgimento.

Arte

Al centro dell'abitato è la piazza Salandra su cui si affacciano edifici barocchi con balconi e logge, mentre nel mezzo è la settecentesca guglia dell'Immacolata. La cattedrale, fondata alla fine del sec. XI, fu ricostruita alla metà del Duecento e ampliata nel secolo successivo; la facciata è del sec. XVIII; l'interno, a tre navate, conserva il cosiddetto Crocifisso nero, opera lignea duecentesca, e affreschi dei sec. XIII-XIV. La cinquecentesca chiesa di San Domenico fu restaurata in forme barocche dopo il terremoto del 1743. Il cosiddetto “Osanna” è un tempietto circolare (1603) d'ispirazione medievale.

Economia

L'agricoltura offre soprattutto olive, uva da vino, tabacco, ortaggi, frutta e cereali; sono praticati l'allevamento (ovini, bovini e suini) e la pesca. L'industria è rappresentata da aziende di dimensioni piccole e medie che operano nei settori alimentare, tessile, metalmeccanico, dei materiali da costruzione, dell'abbigliamento e della lavorazione del legno; è attivo l'artigianato del ferro battuto e dei ricami. Una certa importanza ha il turismo balneare nelle località Santa Maria al Bagno e Santa Caterina.

Dintorni

Nei dintorni, soprattutto vicino alla costa, si trovano numerose masserie fortificate con mura e torri.

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