Narām-Sîn

re di Akkad (ca. 2254-2218 a. C.). Figlio di Man-ištusu e nipote del grande Sargon, ne continuò l'opera. Verso ovest si assicurò il controllo delle vie di comunicazione con fortezze come quella scavata a Tell Brak, sottomise i grandi centri siriani di Ebla e Armānum, giunse al Mediterraneo. Dell'impegno verso est rimangono soprattutto parti di un trattato col re di Awan (Elam) e notizie di vittoria su Mannu re di Magan (Golfo Persico). Diretto pericolo per Akkad costituiva la pressione delle tribù dell'altopiano iranico (Gutei, Lullubiti, Ummān-Manda), che Narām-Sîn tenne a bada, celebrando le sue vittorie su rilievi rupestri come quello di Diyarbekir e stele come quella famosa “della vittoria” (Parigi, Louvre) in cui egli appare, dominante su tutte le altre figure, di fronte alla cima di un monte su cui splendono gli astri, una delle più insigni opere d'arte della Mesopotamia antica.

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