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Nash, John (architetto e urbanista)

architetto e urbanista inglese (Londra 1752-East Cowes Castle, isola di Wight, 1835). Fantasioso e brillante progettista, attivissimo esecutore, fu tra gli iniziatori dei revivals stilistici e tra gli artefici dell'eclettismo, abilissimo nel passare dal raffinato neoclassicismo delle sue costruzioni urbane allo stile pittoresco delle residenze di campagna, dove spesso convergono anche elementi neogotici ed esotici (indiani, moreschi, cinesi). Sebbene influenzato nelle sue prime opere dallo scarno linguaggio classicista appreso nello studio di R. Taylor, di cui fu allievo, Nash si avvicinò direttamente alle idee di R. Payne Knight e di Uvedale Price, teorizzatori dello stile stile pittoresco, di cui egli divenne un esponente rappresentativo. L'incontro con l'architetto del paesaggio H. Repton, del quale fu socio fino al 1802, aprì a Nash la via della ricca committenza di residenze di campagna. Sono di questo periodo la villa di Ffynone (1793) nel Pembrokeshire, quella di Southgate Grove (1797) nel Middlesex, la casina di Dulwich in stile classico (1797), la propria residenza in stile Tudor nell'isola di Wight (East Cowes Castle, 1798), il Luscombe Castle (1800) nel Devonshire, la villa di Sandridge Park (1805) nel Devon e il Caerhays Castle (1808) in Cornovaglia. Legatosi contemporaneamente agli ambienti di corte, dal 1812 al 1827 Nash fu impegnato nel progetto e nella realizzazione del complesso di Regent's Park e di Regent Street a Londra. Concepito dal futuro Giorgio IV come ristrutturazione e rinnovamento del centro urbano di Londra, certamente ispirato dalla volontà di emulare i progetti di Napoleone per Parigi, l'insieme nacque da un'idea unitaria, che prevedeva ville, palazzi, ecc., ma ciò che oggi rimane è assai frammentario. Nash sviluppò essenzialmente la tipologia della terrace e del crescent di origine settecentesca (Park Crescent, Chester Terrace, York Terrace, ecc.), tutti contornanti Regent's Park. A Londra Nash realizzò inoltre l'Haymarket Theatre (1821), la chiesa di All Souls (1822) e quella di St. Mary (1826). Testimonianza della duttilità e dell'eclettismo di Nash è il Royal Pavilion di Brighton (1815-21), realizzato in forme moresche, gotiche, indiane.

Bibliografia

H. R. Hitchcock, Architecture: Nineteenth and Twentieth Centuries, Harmondsworth, 1958; T. Davis, The Architecture of John Nash, Londra, 1960; idem, John Nash, The Prince Regent's Architect, Londra, 1966; A. M. Serval, Les églises de John Nash, Parigi, 1979.

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