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Nasino

comune in provincia di Savona (62 km), 363 m s.m., 21,56 km², 224 ab. (nasinesi), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Centro posto nella valle del torrente Pennavaira. Già compreso nella Marca aleramica, appartenne ai marchesi di Clavesana e ai Del Carretto (sec. XII), i quali nel 1202 stipularono una convenzione con la Repubblica di Genova. Feudo dei Doria nel sec. XVI, nel 1735 fu annesso al Regno di Sardegna.§ La chiesa di San Giovanni Battista e il vicino oratorio hanno origini secentesche. Alla base di una parete calcarea è la cosiddetta “arma di Nasino”, riparo naturale che ha restituito materiali databili tra il Paleolitico e l'età romana, custoditi nel Civico Museo Ingauno di Albenga. In posizione dominante sulla val Pennavaira si trovano i resti del castello medievale (sec. XII).§ L'agricoltura produce olive, frutta, uva da vino, ortaggi; è praticato l'allevamento. Lo sviluppo turistico ha portato al recupero delle abitazioni del borgo, raccolte in piccoli gruppi e caratterizzate dai tipici vivaci colori della tradizione ligure. L'industria opera nei settori alimentare, olearia e dei concimi.

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