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Nazor, Vladimir

scrittore e uomo politico croato (Postire 1876-Zagabria 1949). Professore di scuola media, partigiano dal 1942, presidente del Consiglio della Repubblica Popolare Croata (1945-49), Nazor è tra le personalità più vigorose della letteratura croata contemporanea. Esordì con cicli di sonetti quali Kosovo e Marko Kraljević (1895), cui seguirono Leggende slave (1900), dedicate a figure mitologiche e a popolari eroi slavi, dove Nazor rivela un'acuta sensibilità per le bellezze della natura, concepita come scenario di una vita libera e moralmente sana. In seguito la poesia di Nazor si arricchì di temi: alla patria sono dedicate le raccolte di versi Libro dei re croati (1904), Re croati (1912), Spigolature (1917) e il poema “animalesco” L'orso Brundo (1915); nei volumi Lirica (1910), Nuove poesie (1913), Intima (1915) e Canti d'amore (1915), grande ispiratrice è la natura; le raccolte La collana di corallo (1922), Canti sui quattro arcangeli (1927) riflettono i dubbi e le angosciose ricerche della sua anima; mentre Poesie partigiane (1944) e Leggende sul compagno Tito (1946) derivano dalla sua partecipazione alla lotta partigiana. L'opera in prosa, ricca di riferimenti autobiografici, comprende Racconti della fanciullezza (1924), Novelle di Zagabria (1924), i romanzi Šarko (1930) e Loda il pastore (1938-39), libri per l'infanzia e saggi critici, tra cui Saggi, articoli e polemiche (postumo, 1950).

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