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Nebrija, Elio Antonio de-

nome con cui è noto l'umanista e filologo spagnolo E. A. Martínez de Cala y Jarava Hinojosa (Lebrija o Nebrija, Andalusia, ca. 1442-Alcalá de Henares 1532). Compiuti gli studi a Salamanca, trascorse circa nove anni (1461-70) a Bologna, dove si svolse la sua formazione umanistica, sulle orme soprattutto di L. Valla. Tornato in Spagna, insegnò all'Università di Salamanca (1475-1513), poi in quella di Alcalá de Henares, dove collaborò alla monumentale Bibbia poliglotta del cardinale Cisneros. Profondo conoscitore, oltre che delle lingue classiche, dell'ebraico, scrisse opere di teologia (Quinquagenae), diritto (Lexicon iuris civilis), archeologia (Antigüedades de España), pedagogia (De liberis educandis libellus), retorica (Artis Rhetoricae compendiosa coaptatio), storiografia (Rerum gestarum decades duae, traduzione, con pochi interventi sostanziali, della cronaca di Hernando del Pulgar), filosofia, cosmografia, botanica; compose poesie nel più classico latino; commentò autori antichi (Persio, Prudenzio). Ma i suoi meriti maggiori sono indubbiamente quelli di filologo e grammatico. Le sue lezioni universitarie, Introductiones latinae (1481), da lui stesso tradotte poi in volgare e ristampate innumerevoli volte nel corso dei sec. XV e XVI, riportarono a un latino più aderente al modello classico, insegnato secondo i metodi dell'umanesimo. I suoi dizionari latino-spagnolo (1492) e spagnolo-latino (1495) rappresentano il punto di partenza di tutta la lessicografia spagnola; la sua Gramática en lengua castellana (1492), da lui più tardi (1517) integrata con le Reglas de ortografia castellana, è la prima che si conosca di una lingua neolatina e costituì la base delle conoscenze grammaticali del siglo de oro.

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