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Negrín, Juan

scienziato e uomo politico spagnolo (Tenerife, Canarie, 1887-Parigi 1956). Allievo del premio Nobel Ramón y Cajal, si perfezionò in medicina a Lipsia e dal 1931 tenne la cattedra di fisiologia all'Università di Madrid. Entrò nel Partito socialista nel 1929 e ne fu deputato. Dopo lo scoppio della guerra civile, divenne ministro delle Finanze nel gabinetto Largo Caballero (settembre 1936) e quindi, dal maggio 1937, presidente del Consiglio e (dal 1938) ministro della Difesa, fino al crollo della repubblica. Lasciò la Spagna nel 1939, nell'imminenza dell'occupazione franchista di Madrid. Con la carica di capo del governo repubblicano in esilio (che mantenne fino al 1945) visse quindi, da protagonista, gli anni più drammatici della tragedia spagnola, assumendo gravi responsabilità (consegna dell'oro all'Unione Sovietica, tentativi di pace con Franco, ecc.), che sono tuttora oggetto di discussioni da parte degli storici. Nessuno però mette in dubbio il valore dello scienziato e dell'uomo, né la rettitudine con cui tenne fede ai principi socialisti, governando la Spagna negli anni più terribili della sua recente storia.

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