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Nematomòrfi

sm. pl. [da nemato-+-morfo]. Classe (Nematomorpha) di Aschelminti vermiformi, dal corpo lungo fino a oltre 30 cm e non più spesso di 1 mm, di colore normalmente scuro e senza capo distinto. Hanno adulti a vita libera in ambienti umidi o nell'acqua, ma tutti gli stadi larvali e giovanili sono parassiti di insetti, crostacei e sanguisughe. Assomigliano ai Nematodi per la presenza di una cuticola scolpita, di un epiderma che può presentare ispessimenti longitudinali ventralmente e dorsalmente e per la muscolatura esclusivamente longitudinale. La cavità pseudocelomatica è ampia o invasa da tessuto di riempimento. Il tubo digerente negli adulti, ma spesso anche nei giovani, è ridotto e infunzionale; le larve assorbono nutrimento dagli ospiti per via cutanea e gli adulti non si cibano. Il sistema nervoso consta di un anello periesofageo e di un cordone ventrale. I sessi sono separati e viene praticata la copula. Gli ovari, una volta maturate le uova, si trasformano in uteri. Le uova, deposte nell'acqua, danno origine a larve capaci di penetrare, per mezzo di spine e uncini portati dalla proboscide, in un ospite invertebrato; oppure le larve si incistano e vengono ingerite dagli ospiti. La crescita larvale, che prevede numerose mute, e la metamorfosi avvengono nell'emocele dell'ospite, che il giovane verme abbandona solo se ha occasione di raggiungere immediatamente l'acqua, dove in breve diverrà sessualmente maturo. In acqua i Nematomorfi si trovano spesso in densi grovigli, cosa che ha valso loro l'altra denominazione di Gordiacei. I Nematomorfi possono essere suddivisi negli ordine Gordioidei e Nectonematoidei.

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