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Nervo, Amado

poeta e narratore messicano (Tepic, Nayarit, 1870-Montevideo 1919). Interrotti gli studi in seminario, si dedicò al giornalismo e alla critica letteraria a Città di Messico. Dal 1898 al 1911 diresse La revista moderna, da lui fondata con J. E. Valenzuela. Già conosciuto come scrittore per l'audace romanzo naturalista El bachiller (1895; Il baccelliere), nel 1898 iniziò la sua attività poetica, divenendo in breve tempo il più significativo rappresentante del modernismo messicano. Nel 1900, inviato dal giornale El Imparcial all'Esposizione di Parigi, condivise con R. Darío e altri modernisti una specie di vie de bohème. Nel 1905 entrò nel servizio diplomatico e fu destinato in Spagna, dove rimase fino al 1918; trasferito a Montevideo, vi morì l'anno dopo. Nella sua vasta produzione poetica figurano Perlas negras y místicas (1898) e Los jardines interiores (1905), di gusto modernista; En voz baja (1909), Serenidad (1912), Elevación (1917), El estanque de los lotos (1919), permeate da una sorta di panteismo inquieto, da una religiosità nutrita più di scetticismo e di timore della morte che di vera fede. La morte dell'amatissima compagna Ana Cecilia Daillez gli ispirò i versi di La amada inmóvil (postumi, 1920), il cui tema dominante è l'amore. Fra le opere in prosa si ricordano il romanzo regionalista Pascual Aguilera, i racconti simbolistici ed esoterici di Cuentos misteriosos (postumi, 1921) e un bel profilo della poetessa Juana Inés de la Cruz (Juana de Asbaje, 1910).

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