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Nezval, Vítězslav

poeta ceco (Biskoupky presso Třebíč, Moravia, 1900-Praga 1958). Stabilitosi a Praga, aderì al gruppo d'avanguardia Devetsil (Farfaraccio) del quale Nezval fu il principale esponente in Cecoslovacchia e cominciò a scrivere versi (Il ponte, 1922) sotto l'influsso di Karel Teige, con il quale diede vita al poetismo (1924), che sfociò poi (1934) nel surrealismo. Al periodo poetista appartengono Edison (1928) e Poesie della notte (1930), in cui prevalgono toni nostalgici e angosciati, ma già con le raccolte Il soprabito di vetro (1932), Cinque dita (1932) e Il biglietto di andata e ritorno (1933) si delinea in Nezval una svolta verso l'espressione più diretta dei temi civili e sociali. La glorificazione della fantasia creativa del poeta caratterizza i versi surrealistici di Addio con fazzoletto (1934), Donna al plurale (1936), Praga sotto la pioggia (1936), 52 ballate amare dell'eterno studente David (1936) e Il becchino assoluto (1937). Nell'imminenza della seconda guerra mondialeNezval si staccò però dai suoi atteggiamenti surrealistici e compose Madre Speranza (1938), Il quadro storico (1939) e Cinque minuti fuori di città (1940) in cui espresse la sua preoccupazione per la patria minacciata e per la madre ammalata. Le esperienze della guerra, la liberazione del Paese, la nuova realtà cecoslovacca si riflettono nei successivi Quadro storico (1955), Il grande orologio (1949) e Canto della pace (1950) che rispondono ai dettami del realismo socialista. Carattere essenzialmente lirico hanno le raccolte degli ultimi anni, Ali (1952), Fiordalisi e città (1955) e Incompiuta (postuma, 1960), in cui Nezval ritrova la gioia di vivere. Di rilievo più modesto sono le prose di Nezval, dal romanzo Dolce far niente (1931), rievocazione della sua infanzia, ai poetici Mosca invisibile (1935), Via Gît-le-cœur (1936) e Il passante di Praga (1938) alle incompiute memorie Dalla mia vita (1959). Più notevole il contributo dato da Nezval al teatro ceco con la commedia surrealista Gli amanti del chiosco (1932) e i drammi Manon Lescaut (1940) e Oggi il sole tramonta ancora sull'Atlantide (1955), grido ammonitore sull'uso militare dell'energia atomica.

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