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Nicèforo II

Foca, imperatore bizantino (? ca. 913-Costantinopoli 969). Valente generale al servizio dell'imperatore Romano II, condusse con spirito di crociato la guerra contro gli Arabi, riconquistando Creta (960) e parte della Cilicia e inoltrandosi in Siria fino ad Aleppo (962). Alla morte di Romano II fu acclamato imperatore dai soldati a Cesarea (963), ma sanò l'usurpazione sposando Teofano, vedova di Romano II e reggente per i giovanissimi figli coeredi dell'impero Basilio II e Costantino VIII. Ripresa la guerra in Asia, finì la riconquista della Cilicia e rioccupò Cipro (965), mentre in Europa sconfiggeva i Bulgari valendosi dell'alleato principe russo Sviatoslav (che però fu il solo e malfido beneficiario della vittoria). Con un'ulteriore offensiva contro gli Arabi, riconquistò Antiochia e Aleppo (968-969), ma poco dopo fu assassinato nel suo palazzo da Giovanni Zimisce, suo collega e amico, complice sua moglie. Di carattere austero e misticheggiante, improntò la sua politica, oltre che alla lotta antimusulmana, all'esaltazione dell'aristocrazia fondiaria e militare a cui egli stesso apparteneva, prendendo dure misure antipopolari e non risparmiando la Chiesa. Ebbe aspri scontri con Ottone I di Sassonia, al quale si rifiutò di riconoscere il titolo di imperatore. Fu il promotore di quella vigorosa ripresa politico-militare definita “epopea bizantina”.

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