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Nichiren Shōnin

teologo giapponese (Awa 1222-Ikeami, Saitama 1282). È il fondatore dell'unica scuola buddhista giapponese che non avesse un diretto precedente in Cina, basata sulla stretta aderenza all'interpretazione da lui elaborata del Sutra del Loto o Hokkekyō e che rimase appunto nota come Hokkeshū o, con denominazione più popolare, Nichirenshū. L'originalità del pensiero e della predicazione religiosa di Nichiren Shōnin era caratterizzata da un'accesa intolleranza fanatica nei confronti non solo delle dottrine esterne al buddhismo ma anche delle altre scuole e sette interne a esso, da un profetismo apocalittico e accentuato da un'ispirazione nazionalista, suggeritagli anche dall'urgenza del momento storico (quello in cui si profilava il pericolo mongolo) nel quale egli operava. E poiché questo momento rappresentava per lui anche il crollo della Legge e quindi della moralità collettiva, egli si proclamava il novello Buddha, destinato a riportare la società alla purezza e rettitudine originarie. Scaturì da questa visione messianica la vivace polemica contro l'esistenza di un potere shogunale in quanto contrapposto a quello imperiale. Il tema, sia pure in modo caotico e utopistico, preluse a quella convergenza tra momento religioso e momento politico che assunse particolare importanza nei secoli successivi. Se infatti le fortune del nichirenismo subirono nel tempo molte oscillazioni, ciò però non giunse mai a mettere in dubbio il posto di primissimo piano di questa scuola religiosa nella coscienza popolare, né a fiaccarne lo spirito d'iniziativa. Sullo sfondo dottrinario della Nichiren shōshū, la setta più rigidamente ortodossa della scuola nichirenista, nacquero la Sôka gakkai, “Società per lo studio dei Valori Fondamentali”, nel 1937, movimento religioso-politico di portata internazionale che conta ca. 8 milioni di adepti in Giappone e qualche centinaio di migliaia sparsi in Asia, America ed Europa; e da questo movimento, nel 1964, un vero e proprio partito, il Kōmei-tō (Partito per una politica pulita).

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